Libertà di Stampa: Indymedia-Italia chiude #01 
Fra il 29 e il 30 Novembre, Indymedia-Italia chiuderà i battenti per un periodo di silenzio e di riflessione. Ho seguito Indymedia quasi dagli inizi, anche se a periodi alterni, per cui servirà anche a me un po' di tempo per metabolizzarne la parabola e poter fare analisi sufficientemente distaccate, ma resta il fatto che indymedia-italia è (stata?) un importante punto di riferimento per la battaglia sulla Libertà di Stampa, e un'ancor più importante base progettuale.
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Un Nuovo Quotidiano in Sardegna? ... SI 
Ebbene sì, sta per uscire un nuovo quotidiano in Sardegna, un progetto che sta finendo di prendere forma in questi frenetici giorni e che apparirà onLine già a fine Ottobre (una settimana scarsa), mentre il cartaceo inizierà ad essere distribuito qualche settimana dopo (fra metà e fine Novembre). A prestissimo con gli aggiornamenti sul progetto ;-)
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Aggiornamenti al Sito #05 
Per alleggerire questa rubrica, è stata creata un'apposita pagina, Log Aggiornamenti, dove verranno riportate tutte le modifiche.
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Libertà di Stampa: dalla decadenza dell'informazione alla decadenza del lettore 
Negli ultimi 20 anni, la qualità dell'informazione è crollata, franata, quasi azzerata, con la pressochè estinzione della notizia sostituita fin dalle prime battute dall'opinione del redattore. Mancano tutti i fondamentali dell'informazione, come l'identificazione degli elementi che costituiscono la notizia e il loro inquadramento generale.

Causa o effetto che sia (oppure dinamica autonoma), è altresì decaduta la qualità del lettore, con la scomparsa pressoché totale, di una reale ricerca di verità, sostituita dalla voglia di sentirsi dire/confermare ciò che lo stesso lettore pensa.

In questo quadro, piuttosto fosco e triste, diventa più complicato il parlare di Libertà di Stampa.

Forse, sarebbe più corretto chiedersi "Libertà di Stampa per quale Stampa?". Il concetto di Libertà di Stampa perde di significato quando viene riferito a pubblicazioni e TG che hanno perso la connotazione di Organi di Informazione per trasformarsi in contenitori pubblicitari. Un tempo, il Quotidiano si autofinanziava con la vendita delle copie, ora la sua fonte primaria è la pubblicità e diventa piuttosto difficile pubblicare un dossier contro una multinazionale che compra un gran numero di spazi pubblicitari (Telecom Italia/TIM tanto per fare un esempio attuale).

Il sistema di gestione dei flussi pubblicitari, tramite due o tre grandi concessionarie, rende possibile anche un controllo indiretto sui media non utilizzati perchè la pressione può essere fatta alla fonte. E la questione pubblicitaria ha inquinato concetti come tiratura/diffusione/indice di lettura, dal momenti che perdono la loro valenza assoluta, assumendo il ruolo di parametro per definire i costi/prezzi delle inserzioni pubblicitarie.

A questo si aggiunge anche il fatto che la proprietà di uno pseudo Organo di Informazione equivale all'acquisto di uno spazio pubblicitario privato illimitato. E' il caso delle emittenti televisive, che occupano circa il 50% degli spazi per pubblicità interna.

L'opinione politica (voti) è una merce come il sapone o un divano gonfiabile e come tale viene trattata ;-)

Il martellamento pubblicitario e opinionistico ha abbassato drammaticamente il livello di senso critico del lettore/spettatore che ha sempre più voglia di essere rassicurato, anche a costo di tapparsi occhi e orecchie (ma non la bocca) per cui parte dalle proprie idee preconcettuali, spesso prive di fondamento, e ne cerca la conferma da qualche parte.

... to be continued ;-)


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AQ: i motivi della stasi 
AQ (AltroQuotidiano, working title) non decolla, nonostante la fattibilità pratica ed economica del progetto. I motivi sono piuttosto semplici: AQ ha bisogno di una larga partecipazione e se, da una parte, è fortemente sentita la necessità di un organo d'informazione effettivamente libero, di contro, l'informazione continua ad essere concettualmente delegata ad altri.

L'idea di partenza si basava su diversi concetti ed esperienze precedenti, fra cui "indymedia" che, pur fondandosi sulla partecipazione diffusa, vedeva arrivare spesso richieste di pubblicazione come se si trattasse di una Testata tradizionale.

Da qui il cercare di mettere su una Testata che fosse tale, ma che si avvicinasse al modello indymedia per quanto riguardava la partecipazione diffusa e slegata dai canoni giornalistici (sia come Albo sia come tecniche di scrittura, cfr. AQ-Laboratorio).

Il punto debole è stato proprio il fondarsi sulla partecipazione diffusa. Di diffuso c'è solo la propensione a lamentarsi di tutto e di tutti, senza poi fare nulla per affrontare e risolvere il problema, cosa che necessita di un certo impegno.

Il Progetto AQ non è chiuso, tutt'altro, è solo in stand by, pronto a riattivarsi non appena si realizzino le condizioni di base e sarà raggiunta la massa critica di partecipazione. In questo frattempo, sarà tenuto costantemente aggiornato (si sta comunque lavorando al nome definitivo della testata e al LayOut/impaginazione).
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Aglaia4: Snake Project ed exOspedale Marino 
Come da introduzione generale di Aglaia, Aglaia4 è il filone che si occupa dei "Centri" di aggregazione e di produzione artistica, indipendentemente dal loro dimensionamento. Snake Project e il progetto per il riutilizzo dell'exOspedale Marino di Cagliari, sono strettamente collegati fra loro in quanto rappresentano momenti diversi dello stesso percorso.

Il progetto per l'exOspedale Marino è di notevoli dimensioni perchè prevede un investimento iniziale (ristrutturazione dello stabile e allestimento) fra i 12 e i 15 Ml./Euro, con un costo approssimativo di gestione intorno ai 2 Ml./Euro/anno, con un raggio d'azione internazionale. E' un progetto di "scatola/contenitore", i cui contenuti sono le idee e la loro capacità di aggregazione di artisti e pubblico, con quest'ultimo che dovrebbe avere una funzione comunque attiva (e non di fruizione passiva).

Il pubblico ideale per Aglaia4, al momento non esiste se non come potenzialità, di qui la necessità di agire anche e soprattutto in ambito locale per risvegliare determinate dinamiche mentali, culturali, estetiche e sociali. Snake Project, dedicato ai circoli associativi, nasce proprio per creare centri locali che (ri)costituiscano l'habitat generale per i grandi progetti di Aglaia4.

Lo stop subìto da Snake/Progetto ESSE a Scarperia (FI) ha purtroppo fatto emergere un problema di base nel recepire questo tipo di progetti, cosa che limita ulteriormente i possibili spazi. Aglaia è un meccanismo da innescare e serve un punto di partenza, piccolo o grande che sia.
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