Guerre, Terrorismo, Criminalità, difesa dell'Identità Nazionale, e tante altre questioni in ballo, andrebbero trattate in modo più completo ed ampio, invece che in modo banale, semplicistico e palesemente strumentalizzato, come sta avvenendo.
Prima di parlare di migrazioni, forse, sarebbe il caso di definire il concetto di "proprietà della terra" perché il nodo è proprio questo, la Terra e le sue Risorse.
Gli approcci all'argomento sono molto diversi in base alla cultura di riferimento e, per evitare il trattato, parliamo solo del nostro, contraddittorio, concetto occidentale di proprietà. Questo prevede la proprietà dei singoli e degli Stati, quest'ultima in base ai confini amministrativo-geografici. La contraddizione è che poi non riconosciamo uguale sovranità ad altre aree (Africa, Asia) appropriandoci delle risorse incluse nel territorio di altri stati.
La disponibilità di risorse naturali (distinguendo fra proprietà e disponibilità) genera ricchezza (formale) e un certo tipo di stabilità (discutibile), per cui è naturale/normale/ciclico che attragga popolazioni in situazione critica per assenza di risorse (o meglio, avendone la proprietà ma non la disponibilità).
I flussi migratori, esistenti da sempre, seguono l'evoluzione dei mezzi di trasporto e, in questa era di trasferimenti in tempo quasi "reale" (più veloce di così c'è solo il teletrasporto ;-), le tendenze migratorie sono accelerate; di qui la sensazione di invasione che sta pervadendo la Società italiana.
La rapidità genera anche comunità locali chiuse e autoreferenziali, a bassa incidenza di integrazione (ma anche il concetto di integrazione andrebbe analizzato accuratamente e lo sarà in un apposito intervento), con aumento del reciproco respingimento. E' stato altresì dimostrato che una presenza di migranti scarsamente integrati diventa critica quando raggiunge una soglia locale del 5-6%, cosa che sta avvenendo in molte città.
In questo quadro abbastanza problematico, i Media stanno avendo un ruolo importante, molto negativo, in quanto danno risalto a fatti di cronaca che riguardano i cosiddetti extracomunitari, con la chiara forzatura verso il farli vedere come spacciatori, rapinatori, violentatori, etc. (come se simili cronache fossero inesistenti prima dell'ondata migratoria).
Ultimamente, viene sottolineata la loro intransigenza religiosa, come se il Vaticano non abbia mai avuto tendenze integraliste (Compagnia di Gesù, Comunione e Liberazione, e altre "sette" confessionali varie) e non abbia pesantemente condizionato la nostra vita sociale (e politica), al punto che viene molto difficile considerare l'Italia come uno Stato Laico (come da Costituzione), configurandosi chiaramente, fin dalla sua nascita, come uno Stato Confessionale al pari di Israele e di vari Stati di matrice islamica. Alla pari, almeno di fatto.
I Media insinuano questi concetti attraverso piccoli accorgimenti linguistici, usati ad arte, per sottolinearne la non appartenenza alla nostra realtà/substrato culturale, laddove vengono messi in secondo piano analoghi episodi che riguardano direttamente persone di chiara nazionalità italiana.
Se ci limitassimo a leggere i giornali in queste settimane, risulterebbe chiaro che (tutti) gli extracomunitari, spacciano, rubano e violentano ... gli italiani, invece, si limitano a massacrare le proprie famiglie.
| permalink |




( 2.7 / 64 )Aglaia4, il filone di Aglaia dedicato ai progetti relativi ai Centri di Arte Moderna e Contemporanea, ha (aveva) trovato un nuovo spiraglio a Cagliari, come progetto di utilizzo del vecchio Ospedale Marino. Una costruzione razionalista sulla spiaggia urbana del Poetto, un palazzone su diversi livelli e terrazzamenti in riva al mare, lungo circa 80-100 Mt. curvati a "parentesi", per circa 6.000 Mq di coperto più 1.200 di terrazze finali. Un sogno.
E' una struttura su cui si sono scatenate le maggiori lobby locali, per anni, al punto che tutto era rimasto bloccato con la struttura che è andata sempre più in malora. E' proprio il caso di dire che eravamo arrivati all'ultima spiaggia. Di qui il rilancio del progetto che ha in quello spazio il miglior habitat naturale che si possa immaginare per un Centro di Produzione ed Esposizione artistica.
Le grandi lobby locali la hanno avuta vinta ancora una volta. Un bene pubblico, sarà regalato ancora una volta ai privati, per un'attività puramente commerciale. Vabbe', Aglaia4 prosegue il suo percorso, in attesa di un'altra occasione.
| permalink |




( 2.9 / 66 )Non era immaginabile ma, purtroppo, il Progetto ESSE ha subìto un brusco ed improvviso stop nella sua prima realizzazione in Mugello. Questo è avvenuto gia' alcune settimane fa, ma ne scrivo solo ora per poterlo fare a mente fredda e a palle ferme (in tutti i sensi ;-).
Ai primi di Giugno, era tutto predisposto ma, mentre stavo sistemando le mie cose personali, è arrivato un inaspettato contro ordine, dovuto al fatto che il Consiglio del Circolo in questione aveva improvvisamente cambiato completamente idea. Il tutto partiva dalla "loro" necessità di passare da un tipo di gestione stile bar parrocchiale, ad una più attiva e coinvolgente.
Il progetto era piaciuto ed era stato accolto in tempi molto rapidi. Peccato che uno dei pochissimi assenti all'ultima riunione, sia poi riuscito a far cambiare idea a tutti, riportando il Circolo ad un'impostazione di gestione ancora più limitante (salvo l'utilizzare alcuni accorgimenti del progetto).
Ci sono poche analisi da fare, in quanto la situazione è piuttosto chiara e ben più drammatica di quanto fosse pessimisticamente possibile prevedere: la mente e la mentalità sono un po' chiusine e non sussiste la reale volontà di operare cambiamenti.
Il Progetto va avanti, loro non so, comunque non direi.
| permalink |




( 3.1 / 44 )Non sono mai stato appassionato di Calcio e/o Cinema, pur ritrovandomici in mezzo in diversi momenti della mia vita, e questo per un preciso motivo sociopolitico: in entrambi i casi, si tratta di situazione collettive in cui però emergono solo i personalismi.
Di un Film, conosciamo i primi attori, il regista, solo in alcuni casi l'autore della Colonna Sonora* e il Direttore della Fotografia*, quando alle loro spalle ci sono una miriade di persone, con specificità tecniche di elevatissimo livello, che concorrono in modo determinante alla riuscita del film. E non parlo solo di figure che saltuariamente risaltano (come gli sceneggiatori) ma della cosiddetta "bassa manovalanza" (decine e decine di persone per ogni film) che, per esperienza diretta, hanno dimostrato in molte occasioni di saper correggere errori di impostazione di ruoli ben superiori.
Nel Calcio è un po' lo stesso. Ci sono personaggi che, grazie ad un ufficio stampa sicuramente intelligente, riescono a mantenere una presenza costante nei media ma, alla fine, e' l'insieme che vince (o perde).
A me personalmente, questa situazione fa un po' schifo, anche perché mi metto nei panni di chi fa un lavoro serio e costante, spesso di altissimo livello (solo contrattualmente di basso profilo) e senza il quale non funzionerebbe alcunché, ma che non vede mai riconosciuta la propria "valenza".
Un'illuminazione in questo senso, la ho avuta quando facevo il Fotografo di Scena (http://www.enricofedi.net/photo); da semplice spettatore, nell' "82, mi ero ritrovato per caso ad assistere alla prima mondiale del Porgy and Bess in versione lirica (prima era sempre stata rappresentata quasi erroneamente come opera blues), al RadioCity di New York, successivamente fotografata a Firenze (Teatro Comunale, 1994). Proprio in questa seconda situazione, mi sono accorto di quanto le comparse costruissero il gioco scenico con i soli sguardi (in questo senso la scuola teatrale americana ci è superiore, nel senso che le "ultime parti" agiscono come se fossero i primi attori).
... ... ...
* Quando organizzavo Festival Di Cinema, a carattere internazionale, in Italia e all'Estero, la Colonna Sonora rappresentava una via di fuga dalla domanda "allora, com'è il mio film?" a cui si rispondeva, quando il film era un po' inutile e/o proprio una schifezza, "non male, soprattutto la Colonna Sonora" ;-)
| permalink |




( 3 / 78 )Dopo un'improvvisa accelerazione, SnakeProject ha avuto un rallentamento tecnico che mi ha lasciato un po' di tempo da dedicare allo sviluppo di altri argomenti. E' imminente la messa onLine della nuova veste di PallaTonda e ho quasi completato la stesura formale di Pubblic² (Pubblicazioni Pubbliche). In questi giorni, spero di riuscire a mettere onLine anche le pagine istituzionali relative a "Consulenze & Servizi".
| permalink |




( 3 / 84 )Nel mio precedente post sull'argomento ho espresso la tesi secondo cui la satira fa bene a chi la subisce. Ma quali sono i meccanismi che portano a questo risultato?
Ogni generazione ha avuto i suoi idoli giovanilTelevisivi. Nel caso della mia generazione (sono del 60), provate a chiedere se si preferiva Titti o Gatto Silvestro (il gatto), BeeBeep o WilCoyote (il coyote), nelle generazioni più recenti, chiedete chi preferiscono (o chi si ricordano) del gruppo di SouthPark (Kenny, quello che muore in ogni episodio?). Il perdente ha un suo fascino particolare, in gran parte dovuto alla sua ostinazione e capacità di sopportazione.
E' anche vero che la generazione nata avendo come baby sitter i cartoni animati giapponesi (da Mazinga Z di 30 anni fa a oggi) fino ai Simpson di americano stampo, è cresciuta con la versione più melensa dei supereroi in stampo Marvel, il buono che lotta contro i sopraffattori e salva regolarmente il mondo, o di Lupin III (il nostro Diabolik), ma è altresì vero che Silvio Berlusconi, proprio per loro, incarna il nemico in quanto è lui l'antipatico e il sopraffatore. O almeno dovrebbe palesemente incarnarlo (è quello che non rispetta le regole come la Banda Marumo in Mirmo & Camilla, o non ricordo come si chiama la banda cattiva nei PokeMon).
Però, ce lo teniamo fra le scatole (e se lo tengono fra le stesse scatole i suoi alleati, già da 15 anni, in cui è stato bersagliato da tutte le parti, fino al devastante Cornacchione che ci ha fatto quasi impietosire per il povero Berlusconi. Alla lunga, questo martellamento, ce lo renderà definitivamente simpatico, non a caso la satira su di lui viaggia spesso e volentieri proprio sulle sue reti (edulcorata, ovviamente e a maggior ragione).
Nel post precedente, mi sono dimenticato di citare un altro esempio ancora più eclatante. Provate a pensare ad Ignazio La Russa prima e dopo la sistematica imitazione di Fiorello. Forse, è il caso di smettere. Forse. Davvero.
| permalink |




( 3.1 / 77 )Indietro Altre notizie

Calendario



