Ogni generazione ha avuto i suoi idoli giovanilTelevisivi. Nel caso della mia generazione (sono del 60), provate a chiedere se si preferiva Titti o Gatto Silvestro (il gatto), BeeBeep o WilCoyote (il coyote), nelle generazioni più recenti, chiedete chi preferiscono (o chi si ricordano) del gruppo di SouthPark (Kenny, quello che muore in ogni episodio?). Il perdente ha un suo fascino particolare, in gran parte dovuto alla sua ostinazione e capacità di sopportazione.
E' anche vero che la generazione nata avendo come baby sitter i cartoni animati giapponesi (da Mazinga Z di 30 anni fa a oggi) fino ai Simpson di americano stampo, è cresciuta con la versione più melensa dei supereroi in stampo Marvel, il buono che lotta contro i sopraffattori e salva regolarmente il mondo, o di Lupin III (il nostro Diabolik), ma è altresì vero che Silvio Berlusconi, proprio per loro, incarna il nemico in quanto è lui l'antipatico e il sopraffatore. O almeno dovrebbe palesemente incarnarlo (è quello che non rispetta le regole come la Banda Marumo in Mirmo & Camilla, o non ricordo come si chiama la banda cattiva nei PokeMon).
Però, ce lo teniamo fra le scatole (e se lo tengono fra le stesse scatole i suoi alleati, già da 15 anni, in cui è stato bersagliato da tutte le parti, fino al devastante Cornacchione che ci ha fatto quasi impietosire per il povero Berlusconi. Alla lunga, questo martellamento, ce lo renderà definitivamente simpatico, non a caso la satira su di lui viaggia spesso e volentieri proprio sulle sue reti (edulcorata, ovviamente e a maggior ragione).
Nel post precedente, mi sono dimenticato di citare un altro esempio ancora più eclatante. Provate a pensare ad Ignazio La Russa prima e dopo la sistematica imitazione di Fiorello. Forse, è il caso di smettere. Forse. Davvero.
| permalink |




( 3.1 / 77 )La Comunicazione è un insieme di elementi/fattori, molto vasto e composito. Informazione e pubblicità sono solo alcuni di questi, i più appariscenti ma non certo i più importanti. Qaundo si guarda uno Spot o si legge un Articolo, si applicano automaticamente dei "filtri critici" che ci fanno interpretare quanto vediamo/leggiamo. Diversa è la situazione legata a format che giocano fra intrattenimento e informazione come i "contenitori fiume" (Buona Domenica, etc.) o gli "osservatori" (Lucignolo, I Viaggi di Nina, etc.). Partiamo proprio da "I Viaggi di Nina" in quanto esempio palese di raffica di sottomessaggi.
"I Viaggi di Nina" si presenta come un'esplorazione dell'universo lesbo da parte di una "etero un po' curiosa", e proprio da qui iniziano i sottomessaggi negativi. Infatti, nel promo Nina dice, sempre come voce fuori campo (elemento tecnico alla base del programma), che è una eterosessuale a cui sono sempre piaciuti gli uomini (riscuotendo un certo successo) ma che è incuriosita dal mondo lesbo; un po' come dire "io non sono razzista, infatti a negri stringo anche la mano".
Era necessario specificare? L'intento era forse quello di dare un senso di "normalità" e soprattutto di apertura? Voglio dare il beneficio del dubbio agli ideatori/autori del programma, per cui parto da questi presupposti, ma resta il sottomessaggio negativo, amplificato dal fatto che la normalità la si afferma in modo implicito (non palesemente dichiarato) attraverso la contestualizzazione di tutto l'insieme. Nello specifico, forse, sarebbe stato il caso di creare un format multisessuale che avrebbe automaticamente palesato il parallelismo assoluto fra i diversi orientamenti sessuali.
E' la trasmissione stessa che palesa questo elemento: le storie raccontate hanno veramente poco a che fare con la specificità lesbica. Se provate ad ascoltare senza guardare, vi accorgereste che sono storie applicabili a qualsiasi combinazione di coppia (oltre ai "ceppi standard", etero, gay, lesbo e bisex, esiste un'infinita gamma di sfumature).
Dunque, una trasmissione inutile, anzi dannosa.
EF*
| permalink |




( 3 / 44 )
"Satura tota nostra est" (Ovidio) e la Comunicazione Politica ha utilizzato sempre di più questo "linguaggio" come sistema per evidenziare incongruenze e difetti della parte avversa(ria). Fino ad una quindicina di anni fa, l'obiettivo preferito era Giulio Andreotti, deus ex machina della politica italiana dal secondo dopoguerra a oggi (a 23 o 24 anni è Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel primo governo della neonata Repubblica Italiana). Così bersagliato da meritarsi nel 1988 un premio (appositamente indirizzato a lui) come "migliore ispiratore di satira" al Premio Satira Politica di Forte dei Marmi (LU).
Per ritrovare una situazione del genere dobbiamo aspettare l'arrivo in politica di Silvio Berlusconi, su cui si scatenano tutti, anche i dilettanti e chi non sapeva di avere una vena satirica, grazie alla sua intrinseca inconsistenza, che si è palesata da subito con una sequela di strafalcioni culturali (non c'è niente di peggio, o di meglio, di un ignorantone che cerca di fare il colto) e di gaffes che sono oramai passate alla storia.
Ho volutamente accostato un'icona della politica italiana ad una new entry perchè estremamente funzionali alla mia tesi: la satira fa bene a chi la subisce.
Nel primo caso, Andreotti, abbiamo forse la situazione di maggior accanimento mai vista per frequenza (per decenni, ogni giorno spuntava qualcosa) e intensità (dalle peggiori prese in giro per l'aspetto gnomesco alle battute che andavano oltre l'insulto, spesso triviale). Dopo anni e anni di martellamento, uno dei personaggi più potenti e discussi della nostra storia moderna/contemporanea è pure diventato simpatico.
Nel secondo caso, Berlusconi, personaggo autocostruitosi mediaticamente, con una dirigenza di supporto mutuata dalle sue aziende e che non si rendeva nemmeno conto di fare leva sui suoi tratti caratteristici più antipatici, le battute nascevano spontanee (bastavano le sue perle, al punto che sarebbe stato da premiare direttamente come miglior autore satirico su Berlusconi) e si sono moltiplicati i comici che giocavano su di lui e sul suo contorno (cfr. Beppe Braida con (h)a(t)tentato).
Diverso spessore, stessa campagna anti (o quasi, perchè quella contro Andreotti è stata più incisiva), e stesso risultato: di entrambi non riusciamo a liberarcene. Forse, sarebbe il caso di smettere. Forse.
Giulio Andreotti e Valentino Parlato, nel 1988 (allora Direttore de Il Manifesto) mentre chiacchierano insieme a Forte dei Marmi, dopo la premiazione dello stesso Andreotti come miglior ispiratore di satira. .... oooooops, la foto, tratta da Epoca (nr.1984 del 16 Ottobre 1988), è mia ;-)
| permalink |




( 3 / 74 )Procedendo all'inserimento delle tonnellate di appunti di lavoro, sono state aggiunte alcune voci all'indice, nella sezione "Progetti", con la comparsa/attivazione della voce DIGA, relativa a un progetto di Comunicazione dedicato alle grandi opere pubbliche (i cosiddetti Grandi Lavori).
E' stata applicata anche una codifica cromatica all'indice generale, con l'evidenziazione tramite quadratino verde dei servizi di consulenza recentemente aggiornati e, tramite quadratino rosso, dei progetti attivi, ovvero in fase di sviluppo.
Il tutto un po' a rilento, ma enricofedicomunicazione è pur sempre una one man corporation ... ;-)
Buona navigazione.
| permalink |




( 3 / 69 )In attesa di completare la stesura dell'apposito sito/fascicolo, è stata inserita l'introduzione sintetica al Progetto Pubblicazioni Pubbliche (alias Pubblic²), su un diverso modo di strutturare e utilizzare le pubblicazioni periodiche informative degli Enti Locali.
Con questo inserimento, le voci principali del menu sono state completate (ma ne appariranno altre) e possiamo iniziare ad approfondirle.
| permalink |




( 3 / 79 )Il sito inizia a (ri)prendere forma ed è stato attivato tutto il menu principale. La sezione Progetti è praticamente completa in quanto manca solo l'attivazione dei link diretti a Progetto Esse, costola di TheSnakeProject, e Aglaia, percorso progettuale che costituisce il mio metodo di base.
Sono rimasto un po' indietro per quanto riguarda lo sviluppo dei due Laboratori Cittadini (CityLab Cagliari e Mugello) e spaventosamente indietro su AdvObs (Osservatorio Pubblicitario) che sto meditando di trasformarlo in un più adeguato Osservatorio dedicato al Marketing e alla Comunicazione Commerciale (Adv'n Mktg Obs).
Ancora qualche settimana, e potrò iniziare a comunicarne l'esistenza.
L'aggiornamento riguarda soprattutto il completamentamento di tutte le voci relative alla Sezione dedicata ai Progetti Speciali e, fra queste, la sezione/sito autonoma dedicata ad AGLAIA che definisce il mio approccio progettuale.
E' rimasta un po' indietro proprio la prima parte del sito, quella più istituzionale e dedicata alla descrizione dei miei settori di attività ma, in questo momento, la parte progettuale ha la precedenza per il gran numero di iniziative in corso.
Fra queste:
- PallaTonda, su cui sono un po' arretrato ma che sarà attivato nella sua fase pratica da un momento all'altro
- AltroQuotidiano, che sembra fermo ma che è in piena attività preparatoria (è un progetto piuttosto ampio e complesso e necessita di una lunga preparazione)
- TheSnakeProject, che è in dirittura di probabile approdo
Oltre a questi, proprio in queste settimane c'è una ripresa di Aglaia 6 (fusione fra prosa/danza ed elettronica) e un nuovo progetto, Pubblicazioni Pubbliche che, partendo dalle edizioni degli Enti Locali, intende affrontare l'insieme della Comunicazione Istituzionale.
Un periodo dunque piuttosto movimentato ed in costante evoluzione.
| permalink |




( 3 / 73 )Indietro Altre notizie

Calendario



