"I Viaggi di Nina" si presenta come un'esplorazione dell'universo lesbo da parte di una "etero un po' curiosa", e proprio da qui iniziano i sottomessaggi negativi. Infatti, nel promo Nina dice, sempre come voce fuori campo (elemento tecnico alla base del programma), che è una eterosessuale a cui sono sempre piaciuti gli uomini (riscuotendo un certo successo) ma che è incuriosita dal mondo lesbo; un po' come dire "io non sono razzista, infatti a negri stringo anche la mano".
Era necessario specificare? L'intento era forse quello di dare un senso di "normalità" e soprattutto di apertura? Voglio dare il beneficio del dubbio agli ideatori/autori del programma, per cui parto da questi presupposti, ma resta il sottomessaggio negativo, amplificato dal fatto che la normalità la si afferma in modo implicito (non palesemente dichiarato) attraverso la contestualizzazione di tutto l'insieme. Nello specifico, forse, sarebbe stato il caso di creare un format multisessuale che avrebbe automaticamente palesato il parallelismo assoluto fra i diversi orientamenti sessuali.
E' la trasmissione stessa che palesa questo elemento: le storie raccontate hanno veramente poco a che fare con la specificità lesbica. Se provate ad ascoltare senza guardare, vi accorgereste che sono storie applicabili a qualsiasi combinazione di coppia (oltre ai "ceppi standard", etero, gay, lesbo e bisex, esiste un'infinita gamma di sfumature).
Dunque, una trasmissione inutile, anzi dannosa.
EF*
| permalink |




( 3 / 44 )
"Satura tota nostra est" (Ovidio) e la Comunicazione Politica ha utilizzato sempre di più questo "linguaggio" come sistema per evidenziare incongruenze e difetti della parte avversa(ria). Fino ad una quindicina di anni fa, l'obiettivo preferito era Giulio Andreotti, deus ex machina della politica italiana dal secondo dopoguerra a oggi (a 23 o 24 anni è Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel primo governo della neonata Repubblica Italiana). Così bersagliato da meritarsi nel 1988 un premio (appositamente indirizzato a lui) come "migliore ispiratore di satira" al Premio Satira Politica di Forte dei Marmi (LU).
Per ritrovare una situazione del genere dobbiamo aspettare l'arrivo in politica di Silvio Berlusconi, su cui si scatenano tutti, anche i dilettanti e chi non sapeva di avere una vena satirica, grazie alla sua intrinseca inconsistenza, che si è palesata da subito con una sequela di strafalcioni culturali (non c'è niente di peggio, o di meglio, di un ignorantone che cerca di fare il colto) e di gaffes che sono oramai passate alla storia.
Ho volutamente accostato un'icona della politica italiana ad una new entry perchè estremamente funzionali alla mia tesi: la satira fa bene a chi la subisce.
Nel primo caso, Andreotti, abbiamo forse la situazione di maggior accanimento mai vista per frequenza (per decenni, ogni giorno spuntava qualcosa) e intensità (dalle peggiori prese in giro per l'aspetto gnomesco alle battute che andavano oltre l'insulto, spesso triviale). Dopo anni e anni di martellamento, uno dei personaggi più potenti e discussi della nostra storia moderna/contemporanea è pure diventato simpatico.
Nel secondo caso, Berlusconi, personaggo autocostruitosi mediaticamente, con una dirigenza di supporto mutuata dalle sue aziende e che non si rendeva nemmeno conto di fare leva sui suoi tratti caratteristici più antipatici, le battute nascevano spontanee (bastavano le sue perle, al punto che sarebbe stato da premiare direttamente come miglior autore satirico su Berlusconi) e si sono moltiplicati i comici che giocavano su di lui e sul suo contorno (cfr. Beppe Braida con (h)a(t)tentato).
Diverso spessore, stessa campagna anti (o quasi, perchè quella contro Andreotti è stata più incisiva), e stesso risultato: di entrambi non riusciamo a liberarcene. Forse, sarebbe il caso di smettere. Forse.
Giulio Andreotti e Valentino Parlato, nel 1988 (allora Direttore de Il Manifesto) mentre chiacchierano insieme a Forte dei Marmi, dopo la premiazione dello stesso Andreotti come miglior ispiratore di satira. .... oooooops, la foto, tratta da Epoca (nr.1984 del 16 Ottobre 1988), è mia ;-)
| permalink |




( 3 / 74 )Procedendo all'inserimento delle tonnellate di appunti di lavoro, sono state aggiunte alcune voci all'indice, nella sezione "Progetti", con la comparsa/attivazione della voce DIGA, relativa a un progetto di Comunicazione dedicato alle grandi opere pubbliche (i cosiddetti Grandi Lavori).
E' stata applicata anche una codifica cromatica all'indice generale, con l'evidenziazione tramite quadratino verde dei servizi di consulenza recentemente aggiornati e, tramite quadratino rosso, dei progetti attivi, ovvero in fase di sviluppo.
Il tutto un po' a rilento, ma enricofedicomunicazione è pur sempre una one man corporation ... ;-)
Buona navigazione.
| permalink |




( 3 / 69 )In attesa di completare la stesura dell'apposito sito/fascicolo, è stata inserita l'introduzione sintetica al Progetto Pubblicazioni Pubbliche (alias Pubblic²), su un diverso modo di strutturare e utilizzare le pubblicazioni periodiche informative degli Enti Locali.
Con questo inserimento, le voci principali del menu sono state completate (ma ne appariranno altre) e possiamo iniziare ad approfondirle.
| permalink |




( 3 / 79 )Il sito inizia a (ri)prendere forma ed è stato attivato tutto il menu principale. La sezione Progetti è praticamente completa in quanto manca solo l'attivazione dei link diretti a Progetto Esse, costola di TheSnakeProject, e Aglaia, percorso progettuale che costituisce il mio metodo di base.
Sono rimasto un po' indietro per quanto riguarda lo sviluppo dei due Laboratori Cittadini (CityLab Cagliari e Mugello) e spaventosamente indietro su AdvObs (Osservatorio Pubblicitario) che sto meditando di trasformarlo in un più adeguato Osservatorio dedicato al Marketing e alla Comunicazione Commerciale (Adv'n Mktg Obs).
Ancora qualche settimana, e potrò iniziare a comunicarne l'esistenza.
L'aggiornamento riguarda soprattutto il completamentamento di tutte le voci relative alla Sezione dedicata ai Progetti Speciali e, fra queste, la sezione/sito autonoma dedicata ad AGLAIA che definisce il mio approccio progettuale.
E' rimasta un po' indietro proprio la prima parte del sito, quella più istituzionale e dedicata alla descrizione dei miei settori di attività ma, in questo momento, la parte progettuale ha la precedenza per il gran numero di iniziative in corso.
Fra queste:
- PallaTonda, su cui sono un po' arretrato ma che sarà attivato nella sua fase pratica da un momento all'altro
- AltroQuotidiano, che sembra fermo ma che è in piena attività preparatoria (è un progetto piuttosto ampio e complesso e necessita di una lunga preparazione)
- TheSnakeProject, che è in dirittura di probabile approdo
Oltre a questi, proprio in queste settimane c'è una ripresa di Aglaia 6 (fusione fra prosa/danza ed elettronica) e un nuovo progetto, Pubblicazioni Pubbliche che, partendo dalle edizioni degli Enti Locali, intende affrontare l'insieme della Comunicazione Istituzionale.
Un periodo dunque piuttosto movimentato ed in costante evoluzione.
| permalink |




( 3 / 73 )Sono passati più di 10 anni dall'ondata di diffusione di internet (il www nasce nell'83 ma in Italia si diffonde dopo il '94) e abbiamo assistito a diverse evoluzioni della piattaforma tecnologica, dall'HTML puro degli inizi, ai primi script (Java, LiveScript/JavaScript, CGI, Flash, etc.), alle piattaforme più complesse (ASP e PHP), e all'aumento della banda di connessione (dai 14,4 Kbps iniziali ai 4Mbps e oltre attuali) e sono cambiate molte cose. Forse. In peggio? Forse.
Eravamo relativamente pochi, agli inizi, con un alta percentuale di navigatori che avevano una loro presenza diretta (sito personale), autocostruita e autosupportata dalla community naturale che si era creata (molte community a diversi livelli), sostanzialmente molto solidale. I siti di allora ci appaiono infatili, adesso, ma avevano una loro freschezza ed originalità. L'HTML puro (e semplice di allora) permetteva davvero a molti (tutti) di metterci le mani direttamente, con in più la soddisfazione di spingere al limite le potenzialità dello strumento (basta andare a cercarsi gli archivi del concorso "5Kb" per vedere cosa si poteva comunque fare con pochi Kb).
Sempre agli inizi, la connessione era lentissima (14,4/28,8 Kbps), instabile e costosa (era una telefonata standard, spesso interurbana), ed è in quel periodo che nacque la scuola di pensiero che privilegiava siti leggeri e facilmente navigabili.
Le evoluzioni citate nell'introduzione, hanno incrementato moltissimo le potenzialità d'uso/funzione ma a scapito della possibilità di fare da soli, oltretutto affidandosi a pattern sempre più difficilmente modificabili/personalizzabili, con la conseguenza di siti sempre più standardizzati/omologati.
La questione della banda di connessione è, oltretutto diventata criticamente drammatica perché, a fronte di un progressivo aumento della velocità di scaricamento, c'è stato un ben maggiore aumento della pesantezza dei siti da scaricare (abuso di Flash in primis), con il risultato che la banda non basta mai.
Mi sono battuto, da sempre e quasi controcorrente, per siti leggeri in quanto, già dalla fine degli Anni '90, prevedevo lo sviluppo della connessione mobile (via cellulare) che ci ha riportato ai tempi della banda ridotta (aldilà della velocità nominale, relativamente alta per l'UMTS, in viaggio/movimento le "tacche" sono spesso pochine e la velocità effettiva viene ridotta drasticamente).
E' un po' la stessa storia dell'evoluzione informatica HardWare e SoftWare, con PC sempre più potenti e HardDisk giga/nti, che però ci fanno giare gli stessi programmi alla stessa velocità di dieci anni prima, e con file di archivio cresciuti a dismisura. Nell'89 usavo un portatile 80286 a 12,7 mhz di clock e con un HD da 30 Mb (allora lo standard era da 20 Mb), di cui 20 Mb per i programmi e 10 Mb per gli archivi. Ci facevo girare tranquillamente CorelDraw (1.21, che occupava circa 1,5 Mb su HD)) e PageMaker (3.5, da circa 2 Mb su HD) e file di archivio piccolissimi.
Anni dopo mi sono divertito a prendere un vecchio file di CorelDraw e lo ho aperto/salvato con le versioni successive: 5Kb iniziali con la versione 1.21 diventavano di 300/500 Kb con la 6-7 ... e questo dice tutto.
Tornando a Internet, navigare e gestire la posta (con uno spam dilagante) è diventato pesantuccio, gestirsi un sito in proprio è sempre più complesso e laborioso, per non parlare delle ricerche tramite "motore" che sono sempre più infruttuose. Dunque, mi sembra un'involuzione pesante, da cui si può uscire solo recuperando il buon senso degli inizi.
| permalink |




( 2.9 / 80 )Indietro Altre notizie

Calendario



