Aggiornamenti al Sito #03: Progetto DIGA 
Procedendo all'inserimento delle tonnellate di appunti di lavoro, sono state aggiunte alcune voci all'indice, nella sezione "Progetti", con la comparsa/attivazione della voce DIGA, relativa a un progetto di Comunicazione dedicato alle grandi opere pubbliche (i cosiddetti Grandi Lavori).

E' stata applicata anche una codifica cromatica all'indice generale, con l'evidenziazione tramite quadratino verde dei servizi di consulenza recentemente aggiornati e, tramite quadratino rosso, dei progetti attivi, ovvero in fase di sviluppo.

Il tutto un po' a rilento, ma enricofedicomunicazione è pur sempre una one man corporation ... ;-)

Buona navigazione.
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Aggiornamenti al Sito #02: Progetto "PUBBLICAZIONI PUBBLICHE" 
In attesa di completare la stesura dell'apposito sito/fascicolo, è stata inserita l'introduzione sintetica al Progetto Pubblicazioni Pubbliche (alias Pubblic²), su un diverso modo di strutturare e utilizzare le pubblicazioni periodiche informative degli Enti Locali.

Con questo inserimento, le voci principali del menu sono state completate (ma ne appariranno altre) e possiamo iniziare ad approfondirle.
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Aggiornamenti al sito #01 
Il sito inizia a (ri)prendere forma ed è stato attivato tutto il menu principale. La sezione Progetti è praticamente completa in quanto manca solo l'attivazione dei link diretti a Progetto Esse, costola di TheSnakeProject, e Aglaia, percorso progettuale che costituisce il mio metodo di base.

Sono rimasto un po' indietro per quanto riguarda lo sviluppo dei due Laboratori Cittadini (CityLab Cagliari e Mugello) e spaventosamente indietro su AdvObs (Osservatorio Pubblicitario) che sto meditando di trasformarlo in un più adeguato Osservatorio dedicato al Marketing e alla Comunicazione Commerciale (Adv'n Mktg Obs).

Ancora qualche settimana, e potrò iniziare a comunicarne l'esistenza.

L'aggiornamento riguarda soprattutto il completamentamento di tutte le voci relative alla Sezione dedicata ai Progetti Speciali e, fra queste, la sezione/sito autonoma dedicata ad AGLAIA che definisce il mio approccio progettuale.

E' rimasta un po' indietro proprio la prima parte del sito, quella più istituzionale e dedicata alla descrizione dei miei settori di attività ma, in questo momento, la parte progettuale ha la precedenza per il gran numero di iniziative in corso.

Fra queste:
- PallaTonda, su cui sono un po' arretrato ma che sarà attivato nella sua fase pratica da un momento all'altro
- AltroQuotidiano, che sembra fermo ma che è in piena attività preparatoria (è un progetto piuttosto ampio e complesso e necessita di una lunga preparazione)
- TheSnakeProject, che è in dirittura di probabile approdo

Oltre a questi, proprio in queste settimane c'è una ripresa di Aglaia 6 (fusione fra prosa/danza ed elettronica) e un nuovo progetto, Pubblicazioni Pubbliche che, partendo dalle edizioni degli Enti Locali, intende affrontare l'insieme della Comunicazione Istituzionale.

Un periodo dunque piuttosto movimentato ed in costante evoluzione.
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Evoluzione Techno(il)logica 
Sono passati più di 10 anni dall'ondata di diffusione di internet (il www nasce nell'83 ma in Italia si diffonde dopo il '94) e abbiamo assistito a diverse evoluzioni della piattaforma tecnologica, dall'HTML puro degli inizi, ai primi script (Java, LiveScript/JavaScript, CGI, Flash, etc.), alle piattaforme più complesse (ASP e PHP), e all'aumento della banda di connessione (dai 14,4 Kbps iniziali ai 4Mbps e oltre attuali) e sono cambiate molte cose. Forse. In peggio? Forse.

Eravamo relativamente pochi, agli inizi, con un alta percentuale di navigatori che avevano una loro presenza diretta (sito personale), autocostruita e autosupportata dalla community naturale che si era creata (molte community a diversi livelli), sostanzialmente molto solidale. I siti di allora ci appaiono infatili, adesso, ma avevano una loro freschezza ed originalità. L'HTML puro (e semplice di allora) permetteva davvero a molti (tutti) di metterci le mani direttamente, con in più la soddisfazione di spingere al limite le potenzialità dello strumento (basta andare a cercarsi gli archivi del concorso "5Kb" per vedere cosa si poteva comunque fare con pochi Kb).

Sempre agli inizi, la connessione era lentissima (14,4/28,8 Kbps), instabile e costosa (era una telefonata standard, spesso interurbana), ed è in quel periodo che nacque la scuola di pensiero che privilegiava siti leggeri e facilmente navigabili.

Le evoluzioni citate nell'introduzione, hanno incrementato moltissimo le potenzialità d'uso/funzione ma a scapito della possibilità di fare da soli, oltretutto affidandosi a pattern sempre più difficilmente modificabili/personalizzabili, con la conseguenza di siti sempre più standardizzati/omologati.

La questione della banda di connessione è, oltretutto diventata criticamente drammatica perché, a fronte di un progressivo aumento della velocità di scaricamento, c'è stato un ben maggiore aumento della pesantezza dei siti da scaricare (abuso di Flash in primis), con il risultato che la banda non basta mai.

Mi sono battuto, da sempre e quasi controcorrente, per siti leggeri in quanto, già dalla fine degli Anni '90, prevedevo lo sviluppo della connessione mobile (via cellulare) che ci ha riportato ai tempi della banda ridotta (aldilà della velocità nominale, relativamente alta per l'UMTS, in viaggio/movimento le "tacche" sono spesso pochine e la velocità effettiva viene ridotta drasticamente).

E' un po' la stessa storia dell'evoluzione informatica HardWare e SoftWare, con PC sempre più potenti e HardDisk giga/nti, che però ci fanno giare gli stessi programmi alla stessa velocità di dieci anni prima, e con file di archivio cresciuti a dismisura. Nell'89 usavo un portatile 80286 a 12,7 mhz di clock e con un HD da 30 Mb (allora lo standard era da 20 Mb), di cui 20 Mb per i programmi e 10 Mb per gli archivi. Ci facevo girare tranquillamente CorelDraw (1.21, che occupava circa 1,5 Mb su HD)) e PageMaker (3.5, da circa 2 Mb su HD) e file di archivio piccolissimi.

Anni dopo mi sono divertito a prendere un vecchio file di CorelDraw e lo ho aperto/salvato con le versioni successive: 5Kb iniziali con la versione 1.21 diventavano di 300/500 Kb con la 6-7 ... e questo dice tutto.

Tornando a Internet, navigare e gestire la posta (con uno spam dilagante) è diventato pesantuccio, gestirsi un sito in proprio è sempre più complesso e laborioso, per non parlare delle ricerche tramite "motore" che sono sempre più infruttuose. Dunque, mi sembra un'involuzione pesante, da cui si può uscire solo recuperando il buon senso degli inizi.
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COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE: messi male? No, messi peggio! 
Leggo oggi (15 Aprile 2006), su il Giornale di Sardegna (Pag. 22) che la Regione Sardegna intende appaltare ad una non ben precisata multinazionale della Comunicazione la creazione della nuova "immagine" della Sardegna e la sua gestione, oltre che tutto l'impianto di Comunicazione della stessa.

Le riflessioni da fare sono tante ed in più direzioni, una più preoccupante dell'altra. Fra queste, il fatto che l'articolo, alla fine, sia focalizzato più sulla situazione/futuro dei 5 addetti dell'Ufficio Stampa della Regione che sull'operazione in generale e sui suoi risvolti, e sulla deriva pubblicitaristica, in senso commerciale, degli impianti di Comunicazione delle Istituzioni.

Le due cose sono oltretutto connesse fra loro, in quanto la prima indica chiaramente che la deriva pubblicitaristica non è vista come un problema ma, anzi, come un'evoluzione naturale. E questo è il problema centrale. Alla base della Comunicazione Commerciale c'è l'intento di vendere di più mentre, la Comunicazione Istituzionale dovrebbe tendere ad aumentare il rapporto fra Istituzioni e Cittadinanza oltre che, ovviamente, ad aumentare la fruibilità dei servizi.

Oltretutto c'è il nodo della veridicità delle informazioni contenute nel messaggio che è a livelli piuttosto bassi (nulli) sia nella Comunicazione Commerciale (che si basa sempre più su semplificazioni sloganistiche di stampo truffaldino) sia nella Comunicazione Istituzionale che, come già detto in un post precedente, è comunque, da tempo, fortemente inquinata da un impostazione di stampo propagandistico.

Gli strumenti della Comunicazione, per i due canali, sono oramai identici, e questo non è giusto o sbagliato, è solo un elemento di cui prendere atto. Quello che cambia, e che deve essere necessariamente diverso, è l'approccio agli strumenti e le finalità. Le grosse aziende di Consulenza e Gestione nascono in ambito commerciale e ne mantengono l'approccio.

Il problema è amplificato dall'arrivo in politica (dunque ai vertici istituzionali) di imprenditori (Berlusconi, Illy, Soru e molti altri) che nascono con lo stesso approccio, oltretutto e troppo spesso, di stampo speculativo.

Per l'articolo citato, può essere scaricato l'intero numero del Giornale di Sardegna (3Mb), oppure la trascrizione in copia/incolla del singolo articolo (4Kb)


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Comunicazione by numbers ... o meglio, i numeri utilizzati in Comunicazione 
Con le tornate elettorali, rieccoci alla danza dei numeri. Ma i numeri bisogna leggerli correttamente, e si deve sempre avere ben presenti i numeri relativi/percentuali e quelli assoluti.

Intanto, inizierei col dire che le percentuali dei voti andrebbero date partendo dagli aventi diritto al voto e non sugli effettivi votanti, in quanto il dato di fatto realistico (oltre che reale) è proprio il numero di voti ricevuti in rapporti alla totalità. Fare come viene regolarmente fatto, di rapportare i voti ricevuti ai votanti effettivi, è un po' una proiezione senza verifica (i dati definitivi). Questo concetto, per me fondamentale, è comunque controverso e, dal momento che la realtà risultante da questo approccio apparirebbe sminuita (un 50% sul 70% di votanti diventerebbe un 35% effettivo).

La percezione dei volumi cambia anche solo rimbalzando dai dati espressi in percentuale ed in valore assoluto, ma questo è valido in entrambi i sensi, determinato dal contesto. Un esempio classico di questa diversa percezione è rappresentato da uno storico scambio di battute fra il premier cinese Deng Xiao Ping e Bettino Craxi (Anni '80), in cui entrambi si lamentavano del loro basso indice di approvazione e Craxi si meravigliò perchè Deng Xiao Ping aveva "solo" il 90% ... la risposta fu che il 10%, in Cina, significava 90 milioni di incazzati (una volta e mezzo l'Italia).
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