Eravamo relativamente pochi, agli inizi, con un alta percentuale di navigatori che avevano una loro presenza diretta (sito personale), autocostruita e autosupportata dalla community naturale che si era creata (molte community a diversi livelli), sostanzialmente molto solidale. I siti di allora ci appaiono infatili, adesso, ma avevano una loro freschezza ed originalità. L'HTML puro (e semplice di allora) permetteva davvero a molti (tutti) di metterci le mani direttamente, con in più la soddisfazione di spingere al limite le potenzialità dello strumento (basta andare a cercarsi gli archivi del concorso "5Kb" per vedere cosa si poteva comunque fare con pochi Kb).
Sempre agli inizi, la connessione era lentissima (14,4/28,8 Kbps), instabile e costosa (era una telefonata standard, spesso interurbana), ed è in quel periodo che nacque la scuola di pensiero che privilegiava siti leggeri e facilmente navigabili.
Le evoluzioni citate nell'introduzione, hanno incrementato moltissimo le potenzialità d'uso/funzione ma a scapito della possibilità di fare da soli, oltretutto affidandosi a pattern sempre più difficilmente modificabili/personalizzabili, con la conseguenza di siti sempre più standardizzati/omologati.
La questione della banda di connessione è, oltretutto diventata criticamente drammatica perché, a fronte di un progressivo aumento della velocità di scaricamento, c'è stato un ben maggiore aumento della pesantezza dei siti da scaricare (abuso di Flash in primis), con il risultato che la banda non basta mai.
Mi sono battuto, da sempre e quasi controcorrente, per siti leggeri in quanto, già dalla fine degli Anni '90, prevedevo lo sviluppo della connessione mobile (via cellulare) che ci ha riportato ai tempi della banda ridotta (aldilà della velocità nominale, relativamente alta per l'UMTS, in viaggio/movimento le "tacche" sono spesso pochine e la velocità effettiva viene ridotta drasticamente).
E' un po' la stessa storia dell'evoluzione informatica HardWare e SoftWare, con PC sempre più potenti e HardDisk giga/nti, che però ci fanno giare gli stessi programmi alla stessa velocità di dieci anni prima, e con file di archivio cresciuti a dismisura. Nell'89 usavo un portatile 80286 a 12,7 mhz di clock e con un HD da 30 Mb (allora lo standard era da 20 Mb), di cui 20 Mb per i programmi e 10 Mb per gli archivi. Ci facevo girare tranquillamente CorelDraw (1.21, che occupava circa 1,5 Mb su HD)) e PageMaker (3.5, da circa 2 Mb su HD) e file di archivio piccolissimi.
Anni dopo mi sono divertito a prendere un vecchio file di CorelDraw e lo ho aperto/salvato con le versioni successive: 5Kb iniziali con la versione 1.21 diventavano di 300/500 Kb con la 6-7 ... e questo dice tutto.
Tornando a Internet, navigare e gestire la posta (con uno spam dilagante) è diventato pesantuccio, gestirsi un sito in proprio è sempre più complesso e laborioso, per non parlare delle ricerche tramite "motore" che sono sempre più infruttuose. Dunque, mi sembra un'involuzione pesante, da cui si può uscire solo recuperando il buon senso degli inizi.
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( 2.9 / 80 )Leggo oggi (15 Aprile 2006), su il Giornale di Sardegna (Pag. 22) che la Regione Sardegna intende appaltare ad una non ben precisata multinazionale della Comunicazione la creazione della nuova "immagine" della Sardegna e la sua gestione, oltre che tutto l'impianto di Comunicazione della stessa.
Le riflessioni da fare sono tante ed in più direzioni, una più preoccupante dell'altra. Fra queste, il fatto che l'articolo, alla fine, sia focalizzato più sulla situazione/futuro dei 5 addetti dell'Ufficio Stampa della Regione che sull'operazione in generale e sui suoi risvolti, e sulla deriva pubblicitaristica, in senso commerciale, degli impianti di Comunicazione delle Istituzioni.
Le due cose sono oltretutto connesse fra loro, in quanto la prima indica chiaramente che la deriva pubblicitaristica non è vista come un problema ma, anzi, come un'evoluzione naturale. E questo è il problema centrale. Alla base della Comunicazione Commerciale c'è l'intento di vendere di più mentre, la Comunicazione Istituzionale dovrebbe tendere ad aumentare il rapporto fra Istituzioni e Cittadinanza oltre che, ovviamente, ad aumentare la fruibilità dei servizi.
Oltretutto c'è il nodo della veridicità delle informazioni contenute nel messaggio che è a livelli piuttosto bassi (nulli) sia nella Comunicazione Commerciale (che si basa sempre più su semplificazioni sloganistiche di stampo truffaldino) sia nella Comunicazione Istituzionale che, come già detto in un post precedente, è comunque, da tempo, fortemente inquinata da un impostazione di stampo propagandistico.
Gli strumenti della Comunicazione, per i due canali, sono oramai identici, e questo non è giusto o sbagliato, è solo un elemento di cui prendere atto. Quello che cambia, e che deve essere necessariamente diverso, è l'approccio agli strumenti e le finalità. Le grosse aziende di Consulenza e Gestione nascono in ambito commerciale e ne mantengono l'approccio.
Il problema è amplificato dall'arrivo in politica (dunque ai vertici istituzionali) di imprenditori (Berlusconi, Illy, Soru e molti altri) che nascono con lo stesso approccio, oltretutto e troppo spesso, di stampo speculativo.
Per l'articolo citato, può essere scaricato l'intero numero del Giornale di Sardegna (3Mb), oppure la trascrizione in copia/incolla del singolo articolo (4Kb)
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( 3 / 80 )Con le tornate elettorali, rieccoci alla danza dei numeri. Ma i numeri bisogna leggerli correttamente, e si deve sempre avere ben presenti i numeri relativi/percentuali e quelli assoluti.
Intanto, inizierei col dire che le percentuali dei voti andrebbero date partendo dagli aventi diritto al voto e non sugli effettivi votanti, in quanto il dato di fatto realistico (oltre che reale) è proprio il numero di voti ricevuti in rapporti alla totalità. Fare come viene regolarmente fatto, di rapportare i voti ricevuti ai votanti effettivi, è un po' una proiezione senza verifica (i dati definitivi). Questo concetto, per me fondamentale, è comunque controverso e, dal momento che la realtà risultante da questo approccio apparirebbe sminuita (un 50% sul 70% di votanti diventerebbe un 35% effettivo).
La percezione dei volumi cambia anche solo rimbalzando dai dati espressi in percentuale ed in valore assoluto, ma questo è valido in entrambi i sensi, determinato dal contesto. Un esempio classico di questa diversa percezione è rappresentato da uno storico scambio di battute fra il premier cinese Deng Xiao Ping e Bettino Craxi (Anni '80), in cui entrambi si lamentavano del loro basso indice di approvazione e Craxi si meravigliò perchè Deng Xiao Ping aveva "solo" il 90% ... la risposta fu che il 10%, in Cina, significava 90 milioni di incazzati (una volta e mezzo l'Italia).
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( 3 / 66 )La qualità delle Campagne Elettorali è sempre stata piuttosto terra terra, e infarcita di populismo in varie forme ma, difficilmente si è arrivati al turpiloquio mediatico (gli insulti di persona sono sempre esistiti). In questi ultimi giorni di Campagna 2006 si sta assistendo ad un crescendo piuttosto preoccupante. L'ultimo caso del pozzo di gaffes che è Silvio Berlusconi, è piuttosto difficile da leggere.
SB è un fanatico dei sondaggi e avrebbe dovuto sapere che esistono ampie zone di indecisione generale (gente che non sa chi votare) e interne (gente che voterebbe sicuramente da una parte ma non sa per quale partito e/o se votare o meno perché non si sente abbastanza rappresentato).
In un contesto di questo genere, un eccesso di aggressività sicuramente smuove la parte avversaria togliendo indecisione, e spiazza una fetta della propria parte. Dunque è sicuramente dannosa.
L'unica lettura possibile è che il Presidente uscente stia dando fondo al suo delirio di onnipotenza, per altro comprovato da una lunga serie di episodi (l'unto del Signore, il sistematico "ghe pensi mi'", etc.). Sembra di vedere Rutelli quando consegnò la legislatura in mano a SB che, probabilmente, in perfetto fair play calcistico, ora gli rende il favore.
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( 3 / 70 )Con il termine di Comunicazione Istituzionale si dovrebbe intendere il flusso di informazioni, biunivoco, fra Istituzioni e Cittadini avente come contenuto su base generale, le finalità e le funzioni delle Istituzioni stesse e le modalità di interazioni fra le stesse. Dunque, un flusso di comunicazione che dovrebbe avere come riferimento all'interno delle istituzioni le diverse aree funzionali (strutture stabili e non legate al turn over elettorale) e non gli organismi elettivi.
Dovrebbe, ma è l'inverso e i flussi sopra descritti si sono trasformati in strumenti di propaganda. Gli Uffici Stampa di Comuni, Regioni, Ministeri, etc., si sono snaturati radicalmente in mano ai politici di turno.
Sarebbe necessario che i funzionari riprendessero il controllo di tutti gli strumenti per recuperare le finalità originarie, anche per autogarantirsi in caso di manovre poco regolari (sul piano amministrativo puro e non).
Provo a spiegarmi meglio. Con i riassetti istituzionali degli ultimi 20 anni, sono stati inseriti alcuni obblighi (trasparenza e comunicazione degli atti) e sono state estese le responsabilità civili e penali, per gli atti pubblici, anche a determinati livelli dirigenziali. Ottemperare correttamente ai sopracitati obblighi di trasparenza (e comunicazione) offre un valido scudo contro le pressioni degli organi elettivi per far passare delibere tecnicamente discutibili.
Questo, soprattutto visto il decadimento del livello tecnico-giuridico degli eletti.
Pensateci
EF*
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( 3.1 / 99 )Fra Comunali, Provinciali, Regionali e Nazionali, le tornate elettorali si susseguono, senza troppe variazioni, e i "santini" dei "santoni" ci fanno visita ancora una volta.
Gli strumenti della Comunicazione Politica (Propaganda?) sono sempre più ampi e differenziati ma i politici, salvo rarissimi casi (i radicali furono i primi a usare internet e poi gli SMS), si affidano alla tradizione. Fra bollette, avvisi e pubblicità di centri commerciali, riappaiono le lettere preformattate (Cara elettrice, caro elettore ...) e, soprattutto, i mitici santini.
Mitici, perché appartengono agli albori della politica postGuerra, santini, perché ricordano molto da vicino i veri e propri santini che venivano (e vengono) distribuiti in chiese e oratori. I secondi dovrebbero proteggerci, ma i primi? Non ci rassicurano, ma ci fanno tanto ridere (tanto meglio con le faccine serie/seriose) per cui ben vengano a portarci un po' di allegria in una campagna elettorale, fra le peggiori che io mi ricordi.
Io mi chiedo due cose:
- E' uno strumento utile?
- I Santoni si chiedono se sia uno strumento utile?[more]
Per entrambe le domande, la mia idea/risposta è NO! Una campagna elettorale si basa su 4 fronti (interno, associato/organizzato, gruppi economici, vagante) che definiamo e analizziamo superficialmente:
- Elettorato interno: ovvero, una caccia alle preferenze fra chi è già orientato a votare un determinato partito. E' inutile analizzarne l'utilità (comunque tendente a zero) in quanto le preferenze sono state recentemente soppresse.
- Elettorato associato/organizzato: ovvero, elettori preOrientati riuniti in un qualsiasi tipo di associazione/organizzazione. Va da sé che questo tipo di elettore viene raggiunto tramite i vertici associativi (accordi diretti fra politico e vertice), per cui gli strumenti in oggetto non hanno alcuna valenza.
- Gruppi economici: mi riferisco al mondo dell'Industria e della Finanza (a vari livelli, dal locale al nazionale) che costituiscono gli interessi economici che troppo spesso sono alla base delle scelte politiche, e che spesso finanziano in vario modo le campagne elettorali. Ovviamente, anche per questo segmento, la valenza di simili strumenti è zero assoluto.
- Elettorato vagante: ovvero chi non sa se e cosa andrà a votare. Questo dovrebbe costituire il vero target del massMailing e del massSantining (passatemi il giochetto neologista) ma, se una persona non ha ancora deciso, quanto può influire la ricezione di un po' di santini? Per conto mio, sicuramente, a nulla.
Allora la domanda diventa "perchè continuano"? A questa domanda non trovo risposte e, se anche le trovassi, potrebbero essere da querela. E l'ilarità che spesso provocano non è altro che un sintomo della dannosità dello strumento stesso, anche perchè i santini (in senso allargato) vengono solitamente dati ai già credenti.
EF*
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