Appunti sparsi sulla Comunicazione, istituzionale e non solo - Libertà di Stampa: Telecom, l'ingordigia berlusconiana e la miopia generale
Libertà di Stampa: Telecom, l'ingordigia berlusconiana e la miopia generale 
Un'infinità di Testate giornalistiche e di reti TV (fra in chiaro e criptate/pay per view), più una concessionaria pubblicitaria (quasi monopolistica) che, di fatto, gli conferisce un enorme potere di controllo su quasi tutte le altre, ma non sono abbastanza. Vuole anche la Telecom che, guarda caso, controlla anche La7, MTV (ex TMC prima e VideoMusic poi), oltre a QOOB e altro. Per chi non si fosse ancora preoccupato, forse, sarebbe il caso che inizi. Forse. La Libertà di Stampa è sempre più a rischio.

Non c'è molto bisogno di argomentare in quanto i fatti parlano da soli. La mia personalissima ed enorme preoccupazione è nella situazione del lettore/telespettatore e, per la precisione, nella sua accondiscendenza verso certi atteggiamenti commerciali.

Aldilà delle questioni elettorali, comunque fortemente rappresentative, resta il fatto che il degrado dell'Informazione in generale e della programmazione televisiva in particolare, siano dovuti a un fattore esogeno (creazione/sviluppo di mercato attraverso il martellamento pubblicitario e la proposta di modelli di comportamento fortemente consumistico) e auno endogeno: per certi versi, l'attuale programmazione è effettivamente quello che una larga fetta di gente vuole.

Dal gossip al dettaglio scabroso, il tutto però condito con populistico buonismo/pietismo (tutto molto patetico), passando attraverso il lato superficiale/peggiore di qualsiasi cosa venga proposta. Perchè i format, di per sé, vanno tutti bene e dipende tutto da come sono giocati. Un esempio fra tutti: quando iniziò Amici (allora era Saranno Famosi) era fortemente incentrato sulla parte artistica e didattica, cosa che ne fece una trasmissione degna di attenzione. E' andata poi scadendo, progressivamente, edizione dopo edizione, per arrivare all'ultima che era tutta giocata su polemiche personali e lacrime. Il tutto per ragioni di audience. Questo meccanismo/lettura può essere applicato a tutta la programmazione (informazione, o presunta tale, inclusa).

Ancora una volta, il nodo fondamentale, resta il pubblico, la gente.

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