LE TECNICHE
[ INTRO | LO SCATTO | IL SET | STILL LIFE | PELLICOLE | CARTE | SVILUPPO ]

Le tecniche di sviluppo, per quanto riguarda il diapositivo colore (E6) e il negativo colore (C41), erano quelle standard mentre, per il B/N ho testato un po' tutti gli sviluppi in commercio (quasi tutti visto che ho ancora un barattolo di Kodak Microdol-X mai testato), spesso modificati chimicamente con l'aiuto di Mauro Falzoni. Alla fine, ho optato per l' HC-110, salvo rari casi in cui ho usato il Kodak D76 (era lo sviluppo di Mauro Falzoni, ovviamente da lui modificato) e l'Ornano Nucleol BF200 (sviluppo dedicato per il tiraggio delle pellicole). In ogni caso, vi intratterrò solo sull'HC-110 che è stato usato per quasi tutto e con modalità abbastanza anomale.

Il Kodak HC-110 era uno sviluppo piuttosto difficile da utilizzare, rigenerabile (non un usa e getta) con una tabella di utilizzo consigliato, se non ricordo male, che prevedeva una diluizione in acqua variabile fra 10 e 21 parti, ad una temperatura di 18c. E' importante considerare che la fase di sviluppo standard prevede(va) un'agitazione costante, con ossigenazione, ogni 30" o ogni 1'.
..........Dopo numerosi test ho iniziato a usare l'HC-110 in modo completamente diverso.

Quando parlavo di queste cose con i miei colleghi di allora, vedevo il raccapriccio disegnarsi sui loro volti, ma i risultati c'erano, e quelli parlavano da soli. Si tenga presente che in diversi lavori fatti insieme a Mauro Falzoni, con attrezzature e pellicole diverse (io Ilford, lui Agfa), sviluppate con i metodi propri (io HC-110 come sopra, lui D76 modificato), ci siamo ritrovati con risultati assolutamente identici. La Fotografia in Bianco/Nero è ancora Alchimia applicata (più che le parole magiche, si dicevano tante preghiere prima e, qualche volta, altrettante bestemmie poi).

Ultima annotazione, in quegli anni iniziavano a diffondersi i primi processi di stampa diretta da diapositiva (CibaChrome e altri), ma non li ho mai amati in quanto dai colori metallizzati e sfalzanti equilibri e contrasti. Per questo motivo, le rare diapositive stampate su carta sono sempre state ottenute per internegativo, ovvero la diapositiva viene stampata a contatto su pellicola dedicata negativa, che poi viene normalmente usata per la stampa su carta.
..........E' comunque una post-produzione critica in quanto le pellicole diapositive sono in grado, soprattutto se utilizzate ai limiti, di cogliere non solo lievissime sfumature, ma anche cromatismi complementari (che darebbero grigio). Nel filtraggio in fase di stampa, questi cromatismi un po' si perdono (anche in fase di scansione digitale). E' il caso di Luci Miste che ho cercato di rendere al meglio in questa galleria ma che, in fase di proiezione, sono veramente tutta un'altra cosa (soprattutto le 6x6).

[ INTRO | LO SCATTO | IL SET | STILL LIFE | PELLICOLE | CARTE | SVILUPPO ]