SPAZIO CURVO
Di questo progetto di ricerca venne realizzato, nel 1986, un solo esempio che, come per Ombre in Trasparenza, finì nelle mani di un potenziale cliente che non mi restituì la bozza. Dal momento che si trattava di una elaborazione in sala di posa e in camera oscura molto lunga e difficile (ci vollero 15 giorni a tempo pieno per realizzarla), non ho nulla da mostrare, e mi limiterò a descriverlo.
Sul piano concettuale, si tratta di partire dal fatto che la fotografia cattura la luce che, in quanto dotata di un proprio corpo (particelle elettromagnetiche) subisce l'effetto gravitazionale di corpi più grandi che ne deviano il percorso. Su queste basi, è teoricamente possibile il posizionarsi in modo perpendicolare e centrato di fronte ad un cubo e vederne 5 lati su 6.
Il problema venne affrontato operando una scomposizione del punto di vista in chiave cubista in fase di scatto, e la ricomposizione in chiave descrittiva in camera oscura.
In pratica (e semplificando),
sono stati effettuati 4 scatti in sala di posa, con i 4 punti
di vista posizionati sullo stesso piano parallelo al piano dell'oggetto,
operando una leggerissima correzione di parallasse (ogni ottica
ha una sua rotondità che tende a curvare un'ipotetica griglia
di riferimento) tramite un obiettivo Pentax 35mm a correzione
per slittamento. Sempre utilizzando come riferimento un cubo,
le inquadrature vedevano così i già citati 5 lati
(a: 123, b: 134, c: 145, d: 152).
..........L'immagine è stata poi ricomposta
in camera oscura, impressionando 1/4 di foglio alla volta, il
tutto a registro micrometrico (decine di ore per arrivare ad una
messa a registro quasi perfetta, con decine e decine di copie
buttate via).
L'effetto finale è stato quello di micronizzare una borsa in modo che risultasse molto più piccola di una pupilla, al punto da poterla avvicinare alla pupilla stessa e per permetterle di vedere i 5 lati.