LA STORIA

La Fotografia è stata uno dei grandi amori della mia vita, ed è per questo che ho deciso di aprire una sezione autonoma del sito. Trattandosi del passato (facevo il fotografo negli Anni '80), queste pagine sono a carattere personale sia per il contenuto, sia per il tono. Pur occupandomi di diversi settori (Moda, Teatro e Spettacolo, Attualità, etc.) ho sempre amato e usato la definizione di Fotografo di Scena perché era quella che descriveva meglio il mio modo di leggere i soggetti.

Mi sono occupato di Fotografia dal 1983 al 1989, continuando a utilizzarla come collaterale fino ad oggi, in quanto faccio prima a scattare una foto per conto mio che a spiegare ad un altro fotografo cosa e come lo voglio.

Come molte persone, ho iniziato a scattare foto da ragazzo, per le consuete finalità sporadiche (feste, gite, etc.), ma mi capitava di usare una macchina un po' ostica e che necessitava l'acquisizione di un po' di elementi di base: era la mitica biottica Rolleiflex (di mio padre, degli Anni '50) con obiettivo Zeiss/Tessar 3.5 (*) molto preciso e duro, e che non compensava/permetteva errori) ed esposimetro esterno al selenio.
..........L'incontro con la Fotografia professionale è stato del tutto casuale. Mi ero appena licenziato dalla ProgamExpo (venditore per le province di FI-AR-SI) e, essendo alla fine di Giugno, avevo intenzione di andare in ferie fino a Settembre. Esco per fare due passi in centro a Firenze e incontro alla fermata dell'autobus un ragazzo che faceva parte di un circolo fotografico amatoriale. Chiacchierandoci, mi dice che, dopo tanto cercare, gli si erano improvvisamente concretizzate tre offerte di lavoro: fra quelle scartate, c'era un posto di ragazzo di bottega in un laboratorio professionale di sviluppo e stampa, dove comunque non richiedevano particolari esperienze specifiche.
..........Per curiosità, mi presento io in quel laboratorio e, dopo un breve colloquio mi ritrovo assunto. Ci rimasi oltre due anni, in cui passai rapidamente dallo spazzare i locali (*) allo sviluppo manuale del E6 (*), C41 (*) e Bianco/Nero, per finire in pianta quasi stabile alla stampa (sempre manuale) del Bianco/Nero.
..........Il vedere migliaia di foto al giorno (altra cosa positiva dello sviluppo manuale), fatte dai maggiori fotografi del momento, soprattutto di Moda e Still Life, e in una Firenze che viveva un periodo particolarmente florido, fu una scuola di fotografia notevolissima per cui fu relativamente facile fare i primi passi da professionista.

Il passaggio al professionismo fu però in parte sponsorizzato, con l'incontro di un personaggio eccezionale, Mauro Falzoni (*), dotato di una cultura umanistica vastissima e appoggiata ad una solida cultura tecnica oltre che da una notevolissima manualità, che mi mise a disposizione la sua camera oscura oltre ad insegnarmi una quantità di tecniche e trucchi. Lavorando insieme, ci appiopparono il soprannome di 24/36 che è il formato effettivo dei negativi delle comuni reflex (*) ma che per noi era riferito alle nostre età (24 io, 36 lui).

All'inizio, avevo pochissimo lavoro per cui ebbi la possibilità di impratichirmi nella fotografia teatrale (filone che ha rappresentato un po' il filo conduttore tecnico/logico di tutta la mia produzione) e di sperimentare le più disparate tecniche, con progetti di ricerca originali, fra cui LuciMiste, SguardoCurvo e Ombre in Trasparenza (omaggio a Magritte). Realizzai anche diverse mostre a Firenze e Reus (Barcellona), con una retrospettiva finale nella sede del Quartiere 1 di Firenze (1992), subito prima di trasferirmi a Cagliari.

Tralascio il dettaglio dei passaggi successivi, in quanto lo demando alla Galleria Fotografica (meglio che parlino le foto) che cercherò di arricchire progressivamente (il mio archivio, epurato dagli scarti, è di circa 70.000 fotogrammi, per cui sto operando una limitatissima scelta), e mi limiterò a dire che l'abbandono della fotografia avvenne anche questo per caso, quando mi divertii a realizzare alcuni video e, presentandoli in diversi festival, finii per organizzare festival di Cinema all'estero (1989-1992) ... ma questa è tutta un'altra storia.